I’m Your Man – Recensione della biografia di Leonard Cohen di Sylvie Simmons a cura di Chiara Meattelli

Recensione della biografia di Leonard Cohen di Sylvie Simmons a cura di Chiara Meattelli

E COHEN ANDÒ ALLA GUERRA COME IL CHE

LA VERA VITA DEL POETA CANADESE
Simmons racconta episodi sconosciuti in una biografia: come quando l’artista si vestì da Guevara alla Baia dei Porci

LONDRA. Chi avrebbe mai immaginato un Leonard Cohen ventiseienne, già autore di poesie di successo, che durante la crisi di Cuba si veste da Che Guevara e parte per la Baia dei Porci? «Voleva mostrare solidarietà ai socialisti rivoluzionari. Ma sua madre lo rintracciò, con l’aiuto di un amico all’ambasciata, e lo fece tornare dritto a casa, come fosse un bambino dispettoso» racconta sorridendo Sylvie Simmons, celebre giornalista e autrice di I’m Your Man: Vita di Leonard Cohen (Caissa Italia Editore, 480 pagine, 25 euro). Un viaggio nella vita dell’artista che sarà a Roma il 7 luglio e a Lucca, al Summer Festival, il 9.
Nello stesso capitolo racconta un’altra storia sconosciuta: Cohen aiuta un poeta scozzese eroinomane a fuggire di galera, lo nasconde nella sua casa e resta vittima di un’overdose d’oppio.«Era attratto dalla vita ribelle, ma dentro di sé sapeva di essere di buona famiglia» spiega l’autrice. Più che una biografia, il libro della Simmons è la lettura definitiva
sulla vita del poeta e cantautore canadese. Non solo perché è ricco di aneddoti, ma soprattutto perché investiga la psicologia nascosta dietro ogni scelta dell’artista.
«Cohen ha un modo molto intelligente di evitare di rispondere pienamente alle domande» spiega la Simmons, che negli anni ha avuto modo di parlare con l’autore di canzoni immortali in numerose occasioni, guadagnandosi la sua piena fiducia e l’approvazione per il progetto. «Per questo l’ho interpellato solo nell’ultima fase di scrittura, quando avrei potuto mettere insieme tutti i pezzi del puzzle».
Per tre anni la Simmons ha viaggiato in ciascuno dei luoghi calpestati da Cohen e ha intervistato 110 tra amici ed ex fidanzate del musicista. «Non ho parlato con tutte le sue donne, altrimenti ci sarebbe voluto un tomo gigante solo per quello; non ero alla ricerca di gossip». S’impara che Suzanne Elrod, la madre dei figli Adam e Lorca,non è la protagonista della celebre canzone. Con Joni Mitchell ha avuto una storia ma non è riuscito a conquistare Nico dei Velvet Underground. Marianne Ihlen, la stessa di “So Long Marianne”, spiega invece gli stati d’animo che hanno portato Cohen, allora autore
diromanziedipoesie,ad avviare una carriera da musicista. Si fa luce anche sull’interpretazione delle canzoni di amore, morte, perdita, desiderio, religione. Cohen viene da una famiglia ebrea tradizionalista e diventa un monaco buddista ma scopriamo che alcuni versi di “Famous Blue Raincoat”, uno dei suo brani più intensi e toccanti, fanno riferimento a un suo interesse per Scientology. «Per Cohen la religione non è altro che una ricerca filosofica» spiega la Simmons,nata  aLondra e trapiantata a
Los Angeles (in realtà vive a San Francisco, NdR), dove vive anche il soggetto del suo libro. Fra gli aneddoti più curiosi c’è quello di Cohen ragazzino che impara tecniche di ipnosi: così riesce a far spogliare davanti ai suoi occhi la tata di famiglia. Più noto è l’episodio del concerto all’Isola di Wight, quando utilizza lo stesso potere per calmare un pubblico su di giri che dava fuoco al palco. «A volte sembra che riesca ad ipnotizzarti senza nemmeno guardarti negli occhi» spiega la Simmons. «Deve essere il modo calmo con cui parla, le frasi pigre e piene di pause».
Nel 1993, quando era prossimo al matrimonio con la modella Rebecca De Mornay (in realtà è un’attrice, NdR), mollava tutto per ritirarsi in un monastero buddista tra le sperdute montagne dietro Los Angeles per 5 anni con il maestro e amico Roshi. «Fuggiva dalle responsabilità di musicista e di marito».Ma per vincere del tutto la depressione se ne è dovuto andare in India con un nuovo maestro. Il ritorno sulle scene del 2008 fu costretto dalla bancarotta ma ora che potrebbe godersi la pensione a 79 anni, Cohen non ha alcuna intenzione di smettere. È una sorta di parabola biblica, come suggerisce la Simmons: «Kelley Lynch, la manager e amica fidata che lo deruba di ogni risparmio, è Giuda e Cohen è ilGesù tradito e crocifisso che torna e inizia la sua religione».
Così la Simmons che pensava,erroneamente avere concluso il libro nel 2010, si è trovata un invito da parte di Cohen ad ascoltare l’ultimo album “Old Ideas”. «È ringiovanito: prima era ricurvo come se fosse schiacciato dalla vita, ora è dritto, slanciato, fa yoga tutti i giorni e sorride sempre».Basta vederlo saltellare sul palco dopo tre ore di concerto per capire cosa intende. Ma soprattutto, insiste la Simmons, ha vinto la battaglia con la depressione e la risposta del pubblico adorante nelle arene sold out di tutto immondo, ha dato nuovo senso alla sua vita.Non ha perso nemmeno il suo proverbiale fascino: «Nel backstage gli girano intorno donne bellissime. Ma lui è in una fase diversa della sua vita e già lavora a un nuovo album».
(originariamente pubblicato su Il Secolo XIX di giovedì 20 giugno 2013)
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