Leonard Cohen In Memoriam

Leonard Cohen è morto nel sonno la mattina di lunedì 7 novembre 2016, dopo essere caduto in terra per motivi non meglio precisati durante la notte.

Per volere della famiglia, la notizia non è stata resa pubblica fino a dopo la celebrazione di un memoriale nella sinagoga della sua congregazione di origine, la Shaar Hashomayim di Montreal, tenutasi giovedì 10 novembre. Leonard Cohen è stato poi sepolto accanto ai suoi genitori nel cimitero ebraico di Montreal.

Noi continueremo a tenere viva la sua memoria, da oggi con più dolore, proseguendo il lavoro di traduzione e divulgazione delle canzoni di Leonard.

Abbiamo anche pensato di mettere un link permanente a questa pagina per consentire a tutti i nostri lettori di lasciare un pensiero per onorare la memoria di Leonard Cohen.

Un abbraccio a tutti voi che avete mantenuto in vita e continuerete a mantenere in vita le parole di Leonard.

Quelli di LeonardCohen.it

37 commenti
  1. Denise
    Denise says:

    Ti abbiamo voluto bene, anche senza conoscerti.
    Grazie per la tua voce. Grazie per le tue poesie. Grazie per la tua poesia in musica.
    Grazie per ogni singola vibrazione.
    Addio, sommo poeta della musica.

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  2. Marco Grassano
    Marco Grassano says:

    Provo una grande tristezza. Le sue parole e la sua immagine di grande rigore e dignità mi sono stati d’aiuto in momenti difficili, dolorosi. Gli sia leggera la terra.

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    • Anca vilia
      Anca vilia says:

      Ci ha regalato tanto amore ed anche io ho trovato la serenità grazie a lui, ma non prima di scendere negli abissi dell’animo umano.Provo una grande tristezza.

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  3. Flavio Poltronieri
    Flavio Poltronieri says:

    Oggi è un giorno desolato. Anche il mantello di San Martino sembra inutile davanti a questo gelo improvviso. Leonard Cohen si è allontanato da qui e per quel che ne so, Dio è già andato personalmente a complimentarsi con lui, non certo per l’Alleluia, ma piuttosto per avere toccato così spesso con la sue canzoni la sostanza di cui è fatto il nostro sentire più intimo. Per avere cercato e trovato l’alchimia delicata che confonde il nostro spirito e la nostra carne. Le sue canzoni esisteranno intatte finchè esisterà testimonianza delle arti di cui può essere capace l’uomo. Le sue parole e la sua musica hanno davvero reso migliore la mia vita, spingendomi un miglio in fondo al cuore sia in adolescenza che dopo. Eternamente grazie.

    Flavio Poltronieri

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  4. Emanuele
    Emanuele says:

    Leonard Cohen ha incrociato la mia vita nella primavera del 1998, avevo 22 anni.
    Nella mansarda della ragazza con cui avevo appena iniziato una straordinaria storia d’amore lo scoprii, su una MC che ascoltavamo in continuazione: due anni dopo la storia con Veronica finì, quella con Leonard è proseguita fino ad oggi, e continuerà per sempre.
    Ho avuto il privilegio alcuni anni fa di poter assistere a un suo concerto in Francia, ci portai mia sorella che ne rimase particolarmente colpita anch’essa, e nel frattempo ho fatto conoscere Cohen anche a mio padre, che come me non se ne è più staccato.
    Oggi mia figlia adolescente ascolta con gioia Halleluja, seppur sotto forma di cover.
    Io a Leonard posso solo dire grazie, dal 1998 accompagna la mia vita, le mie gioie i mie dolori i miei sbagli le mie soddisfazioni.
    There ain’t no cure for love!

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  5. enrico
    enrico says:

    Mi hai aperto la via della Bellezza quando non riuscivo nemmeno a riconoscerla. Te ne sarò per sempre grado Leonard. Che le sorelle della misericordia siano sempre con te.

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  6. mariopaolo
    mariopaolo says:

    Non trovo parole solo dolore se ne andata un pezzo di luce grazie Leonard ti porterò sempre con me Signore accoglilo tra le tue amorevoli braccia grazie di nuovo

    Rispondi
  7. Flavio Poltronieri
    Flavio Poltronieri says:

    “And end this night
    if it be your will
    if il be your will.”

    Lui sosteneva che per vivere in eterno, bastasse scrivere una riga o due. E’ una bella frase, ma non sò se è la verità. La verità è che lui ha vissuto una vita meravigliosa, quasi una vita intera accanto alla brace viva, avvinghiato ad un dèmone che lo ha nutrito e avvelenato col suo mistero. Una vita di privilegi inarrivabili per molti di noi. La verità è che era cortese e gentile e davvero non usò mai intossicanti con i suoi amici e la sua ospitalità fu davvero semplice e formale: iniziò mentendo come tutti, con Suzanne non ci disse la verità, salvo per il thè all’arancio proveniente dall’Oriente, ma, a differenza di quasi tutti gli altri, subito dopo si spogliò nell’essenza umana senza pudore, attaccando quei trattati di psicanalisi che sono Master Song, The Stranger Song, Teachers, Avalanche, Last Year’s Man, Sing Another Song Boys, Death Of A Ladies’ Man. Fece la sua parte, non si sposò mai, condivise le pene di molti, donò poesia senza risparmiarsi. Le sue canzoni sono le garanzie per il nostro futuro. Era vecchio anche quando fu giovane e per questo in lui il passato e il futuro si incontrarono. La verità è che in certi territori è stato davvero il mio Virgilio e che lo riconobbi in adolescenza, fin dal primo istante. Non ho mai pensato neppure per un attimo che potesse morire, la mia pavida mente non si spinse mai così lontano, quando nella notte tra il dieci e l’undici di novembre mi giunse la notizia capii all’istante che i ricordi sarebbero solo serviti ad annaspare nel vuoto. Poi nel leggere le parole della sua antica amante Rachel Terry sul Supplemento “24 ore” del giornale israeliano Yediot Aharonot dove si rivelava che era morto nel sonno a causa di un trauma cranico conseguenza di una caduta nella notte del 7 novembre, tutti insieme quegli stessi ricordi furono respinti dal cuore. Il 21 settembre scorso al Giardino di Epicuro ho messo in scena “Buon Compleanno Leonard Cohen”, avevo inteso festeggiare la luce, non immaginavo certo si stesse trattando di una qualche ultima volta, in ogni omaggio ho sempre affidato ad un attore il compito di recitare i suoi versi, se ci sarà ancora l’occasione, lo farò personalmente. Due ragazze giovanissime quella sera mi hanno offerto i loro ritratti preparati apposta per la serata. Forse lui era pronto ad andare, come diceva, ma noi sicuramente non lo eravamo, a lasciarlo andare.

    Flavio Poltronieri

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    • Domi
      Domi says:

      Sono sufficienti un paio di righe per donare l’immortalità? Direi di sì, se in esse è racchiuso il senso di un’esistenza, se chiamano in causa e interrogano la parte più autentica e profonda di ognuno.

      Rispondi
  8. Domi
    Domi says:

    Siamo grati al Nome benedetti per averci donato la profondità e la grazia ineffabile delle parole e della voce di Leonard Cohen.
    “Le anime dei giusti sono nelle mani di dio
    e nessun tormento le toccherà.
    agli occhi degli stolti parve che morissero,
    la loro fine fu ritenuta una sciagura,
    la loro partenza da noi una rovina,
    ma essi sono nella pace.”

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  9. Mnauela
    Mnauela says:

    Grazie per aver trovato sempre le parole giuste, le parole che nessuno è mai riuscito a trovare. Grazie di avermi fatto sentire meno sola. Grazie di esserti preso cura della mia educazione musicale – e sentimentale. Grazie di avermi fatto guardare dentro di me. Grazie di avermi dato degli stimoli, delle risposte. Grazie di avermi rassicurata. Grazie di avermi fatto emozionare. Grazie di avermi toccato col tuo guanto, di aver ballato con me fino alla fine dell’amore, a mille baci di profondità. Leonard, that’s no way to say goodbye.

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  10. Carmen B.
    Carmen B. says:

    Ti conosco da sempre , ti ho sentito intorno a me dal “69 , mi bastavano le tue note , le tue parole , la tua dolce poesia che arriva dritta nel cuore e ci rimane.
    Ma che triste sorpresa quando provai a fare una ricerca in più su di te caro Leonard e sapere così una settimana fa te ne sei andato. Mi sei bastato questi ani così con il tuo “dance me to the end of love” e adesso….? Hallelujah ….halleluuuujah.

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  11. antonello
    antonello says:

    Grazie Leonard ogni volta che ti ascolto mi riempi il cuore e mi fai star bene, sei il più grande poeta che conosco, tu sei la tua musica, e ogni volta che c’è lei ci sei tu!

    Rispondi
  12. Domenico Gullà
    Domenico Gullà says:

    Lo conobbi da adolescente quasi per caso, tramite Nancy. Non conoscevo l’inglese, ma non serviva: quella voce, quel suono mi fecero capire cos’è la poesia, perché la sentii nelle viscere, come un’emozione profonda, indescrivibile. Da allora non l’ho più abbandonato. L’inglese non lo conosco ancora, ma non me ne frega più di tanto, perché aver conosciuto i testi dalle traduzioni è servito soltanto a che la ragione comprendesse ciò che il cuore aveva compreso fin da subito: la poesia. I Nobel per la letteratura non li danno post mortem, ma con l’inflazione con cui li hanno recentemente elargiti è davvero un peccato che la sua grandezza non fosse stata premiata con quel riconoscimento. Ma, forse, è meglio così…RIP

    Rispondi
  13. Marco Grassano
    Marco Grassano says:

    La notte scorsa (tra il 18 e il 19 dicembre) ho sognato il Maestro. Già anziano e malmesso di salute, ma sempre elegante e garbato. Lo avevo portato in una tipografia, e lui si era seduto su una poltroncina a guardare la TV. Non gli dispiaceva perdere del tempo per stare lì con me.
    Un sogno, perché nella vita reale non l’ho mai incontrato. Ma un sogno, in sé, di grande verità.

    Rispondi
  14. roberto di luzio
    roberto di luzio says:

    De Andre’ me lo ha fatto conoscere e da allora le sue canzoni hanno accompagnato la mia vita.
    grazie di tutto Leonard

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  15. Vera
    Vera says:

    YOU ARE MY MAN

    Quanto ti amo Leonard! E lo sanno molte persone come è facile innamorarsi di te.
    Fin dall’inizio quando ti ho visto piangere a dirotto come un bambino disperato o quando dovevano ricostruire la tua stanza accanto agli studi di registrazione, perché tu potessi vincere la paura e trovassi il coraggio di esibirti.
    Fino alla fine con la tua voce sussurrata, il sorriso ironico e gentile, la grazia elegante dei tuoi gesti e del tuo corpo sempre più minuto.
    Nel tuo ultimo disco ha scritto la musica tuo figlio e avete inciso a più riprese con molte interruzioni, per motivi di salute.
    Siete entrati così in empatia che vi siete bloccati entrambi con la schiena.
    E io ho pensato che lui ti accompagnasse con amore fino all’ultimo passo.
    La tua voce, la tua musica, le tue parole, il tuo volto e il tuo corpo coincidono completamente con le risonanze della mia anima e riempiono come un balsamo i vuoti del mio cuore.
    Bellissimo fare lunghe passeggiate in riva al mare con te nelle mie orecchie. Ma questo per fortuna potrò farlo ancora.
    Un bacio Vera

    Rispondi
  16. Livia Cocchis
    Livia Cocchis says:

    Ho cominciato ad ascoltare Leonard Cohen trent’anni fa, quando ero al liceo, mi piaceva la sua voce, mi incantavano i suoi testi raffinati e mi sono innamorata di alcuni brani, che amo appassionatamente ancora adesso. Poi negli anni, ho scoperto la sua profondità e la complessità di un uomo, un genio, capace di esprimere tutte le sfumature possibili della poesia nella nostra epoca complicata. Ho amato per tanti anni Leonard Cohen ma credo di aver cominciato (si, cominciato!) a conoscerlo davvero soltanto quando ho ascoltato il suo ultimo capolavoro, You want it darker. Stupita e commossa dalla grandezza del suo genio, continuo ad ascoltarlo adesso. Con dolore, per la sua scomparsa ma con un infinito senso di gratitudine.
    Hey that’s no way to say goodbye, M. Cohen, dance me to the end of love

    Rispondi
  17. REGINA
    REGINA says:

    PERSONA E ARTISTA MERAVIGLIOSO. PERSONE COME LUI DOVREBBE ESSERE VIETATO DI MORIRE. MI MANCHERA TANTISSIMO. BUON VIAGGIO CARO LEONARD.

    Rispondi
  18. Giuseppe Fania
    Giuseppe Fania says:

    Pericoloso accostarsi a Cohen…..Si rischia che quello che musicalmente ci circonda diventi del tutto inutile, inadeguato. Rimarrà per sempre in me il rimpianto di non aver ascoltato dal vivo Lui e la sua band di straordinari musicisti.Ogni giorno lo ascolto per 2-3 ore e, famelico, vado alla ricerca delle traduzioni delle sue meravigliose poesie. Sì, penso proprio che mi farà compagnia per il resto della mia vita. Grazie Leonard!

    Rispondi
  19. dinolab
    dinolab says:

    Ho incontrato Cohen nel 1972, quando De Andrè incise su 45 giri “Suzanne” ( lato A ) e “Giovanna d’Arco” ( lato B ) tradotte in italiano(!). Da allora ascolto Cohen ogni volta che riesco a regalarmi qualche ora di “robusta solitudine”. anche ora che ho 70 anni. La poesia è la sola risposta possibile alle domande sul mistero della vita e dell’amore. E solo la musica può lenire il dolore. Grazie Leonard per aver dato una voce a tutti i sentimenti che ci consumano e che non saremmo stati capaci neanche di descrivere a noi stessi; grazie per quegli arrangiamenti musicali che, elaborati da musicisti splendidamente “complici”, vanno a pizzicare direttamente le corde del cuore di chi ascolta; grazie per aver dato un senso alla nostalgia o al rimpianto per quello che non conosceremo e che non avremo mai. Però dimmi, eri davvero “pronto”, Leonard ?

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    • PAOLINO
      PAOLINO says:

      Nello stesso anno io e un mio carissimo amico facevamo il secondo anno di ingegneria a Pisa e negli intervalli, durante la preparazione degli esami nella casa dello studente, ascoltavamo quelle stesse canzoni di Cohen in Inglese. Io non capivo nulla in inglese. Eppure ascoltando quel disco ci sentivamo confortati, come se quelle canzoni fossero state scritte per noi; ci aiutavano ad elaborare il dolore immenso provocato dalle nostre difficoltà e dalla nostra solitudine. Poi con Leonard ci siamo persi di vista. Due anni fa ho visto un programma TV che raccontava tutta la vita di Cohen a partire dall’Infanzia fino alle ultime sue produzioni. Ho allora capito che egli mi era rimasto dentro come un virus in quarantena e che dovevo rianimarlo e combatterlo per cercare di liberare le mie energie migliori. Cosi ho iniziato ad imparare l’inglese per cercare di carpire il senso delle sue poesie per coniugarle con il mio percorso di vita, almeno quello che mi resta da fare. Ogni volta che lo ascolto sento le frustate su di me che mi spingono a non lasciarmi andare e a cercare di capire sempre di più. O forse ho già capito anch’io come aveva da tempo capito lui e la cui ammissione egli aveva sempre rinviato. La sua morte mi ha colto alla sprovvista e quel giorno ho pianto come ho pianto per la morte di mio padre. E tuttavia lo sento sempre vicino perchè continuo ad ascoltarlo e posso sentire la sua voce.Tutta la sua pessimistica verità mi appare molto chiara nel suo ultimo CD -you want it darker- Penso che la morte di Marianne lo abbia spinto ad accelerarne la stesura e che dopo la sua pubblicazione egli fosse veramente pronto a partire seguendo la scia del suo primo vero unico grande amore. Addio Leonard, se Dio esiste.

      Rispondi

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